Alimentazione Emotiva

L’alimentazione emotiva (emotional eating) è definita come l’alimentarsi in risposta ad emozioni negative o positive. Vengono ricercati più frequentemente cibi palatabili, ad alto contenuto in zuccheri e/o grassi e ad alta densità energetica.
Alimentarsi in modo emotivo nasce quindi da un bisogno da soddisfare, cioè quello della fame emotiva.
E’ importante sottolineare che l’emotional eating non è una patologia e non rappresenta di per se’ un comportamento alimentare problematico: a tutti capita infatti di cercare cibo “coccola” (comfort food) in una giornata stressante o in un momento di grande felicità che può essere destabilizzante, e può diventare una delle strategie di gestione di eventi ed emozioni (coping). La sofferenza può generarsi se l’alimentazione emotiva diventa la principale modalità di gestione delle emozioni e di scelte alimentari.
Le persone con alti livelli di stress e cortisolo (ormone che può aumentare di concentrazione nel sangue anche in condizioni di stress) sembrano essere più predisposte a questo comportamento, proprio perché la ricerca di cibi graditi genera una sensazione di conforto temporaneo, a cui però possono seguire senso di colpa e vergogna.

E’ fame emotiva o è…fame fisica?
Chi svolge o ha svolto numerose diete (intese come controllo dei pasti, alimenti e porzioni indicato da professionisti o fai-da-te) ed è in una restrizione dell’alimentazione rispetto ai propri bisogni può più facilmente incorrere in fame emotiva e, quindi, nel mangiare in modo emotivo. Si tratta in questo caso di una fame fisica, biologica “mascherata” dalle diete svolte e dalla rigidità che ne consegue; il corpo necessita inoltre di ritrovare la dimensione della soddisfazione attraverso il cibo, che spesso viene messa da parte per perseguire gli obiettivi di peso.

Una dieta risolverà tutto (o forse no)
Una prescrizione dietetica non può migliorare questo comportamento perché allontanerebbe ancora di più la persona dall’ascolto dei propri bisogni. Se c’è bisogno di un percorso, è importante partire proprio dall’ascolto di quei bisogni fisici ed emotivi (per cui può essere necessaria una figura dell’area psicologica) per soddisfarli in modo opportuno e alimentarsi in modo intuitivo e consapevole. Le consulenze nutrizionali saranno poi cucite sulla persona, con le proprie caratteristiche e unicità, al fine di ritrovare un rapporto di benessere con il cibo e includere tutti gli alimenti, anche e soprattutto quelli preferiti.

Fonti:
– Libro “L’alimentazione emotiva – la soluzione DBT per rompere il cerchio delle abbuffate” D.L.Safer, A. Adler, P.C. Masson
– “Emotional Eating Interventions for Adults Living with Overweight or Obesity: A Systematic Review and Meta-Analysis” J. Smith et al. 2023
– “Weight‐loss interventions for improving emotional eating among adults with high body mass index: A systematic review with meta‐analysis and meta‐regression” H.S.J. Chew et al. 2021
– “The Influence of Mindful Eating and/or Intuitive Eating Approaches on Dietary Intake: A Systematic Review”H.S. Grider et al. 2021

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